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Vuoi diventare anche tu un wedding photographer?

Segui questo blog da tempo, oppure lo hai scoperto oggi? Poco importa, ormai hai capito che qui si parla di fotografia. Anzi, si parla di wedding photography, di fotografia applicata al mondo dei matrimoni. Le foto raccontano storie, e non esiste storia più bella di un matrimonio.

Forse è per questo che molti vogliono diventare wedding photographer e vogliono mettere le proprie conoscenze a servizio delle coppie più o meno giovani. Il motivo? Forse perché questo è un mondo che riempie di soddisfazioni, che permette alle persone di rivivere momenti indimenticabili. Oppure perché molti credono che il settore dei matrimoni sia indifferente alla crisi, o almeno così dicono.

Vero? Falso? Il problema è che cambia il modo in cui le persone cercano il fotografo per il proprio matrimonio. Quindi ho selezionato una manciata di consigli per diventare un buon wedding photographer. Spero che ti siano d’aiuto!

Formazione

Parto dalla base, ovvero la formazione. Investire nella formazione vuol dire essere sempre sul pezzo, essere pronto, risolvere il problema che nessuno ha considerato. E che rischiava di rovinare il servizio fotografico più importante per la coppia che ha confidato nelle tue capacità.

Fare formazione significa anche sviluppare un pensiero proprio, uno stile personale. E sai una cosa? Sarà proprio il tuo stile a fare la differenza. Tutti sanno fare una foto (più o meno), ma solo tu sai confezionare un servizio fotografico con determinate caratteristiche.

Avere competenze è importante: devi saper fare foto classiche, devi riuscire esprimere il massimo con il bianco e nero, ma devi anche sviluppare uno stile personale. La formazione ti aiuta a prendere coscienza e a costruire su basi solide.

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Abbatti i costi

Hai aperto una partita IVA e adesso hai un problema: abbattere i costi. Il modo migliore non è quello di tagliare sulla strumentazione o sulla formazione, ma rinunciare al superfluo. Molti fotografi decidono quindi di abbandonare l’ufficio lavorare da casa.

Quando possibile, quando hai uno spazio da dedicare al tuo lavoro, questa è la scelta ideale perché ti permette di evitare le non indifferenti spese legate all’affitto. Una volta abbattuti i costi puoi proporre prezzi più competitivi, ma il consiglio è semplice: mai svendere il proprio lavoro. Vendere un prodotto di qualità vuol dire anche esigere un giusto compenso.

Devi essere presente

La concorrenza è ovunque. E tu puoi scegliere: basare tutto sul passaparola o muovere i priori passi nel settore advertising. Sai cosa? Lo scambio di consigli è importante, e si alimenta attraverso un meccanismo virale. Ma è eterno? Continuerà all’infinito?

Io credo che sia giusto raccogliere i frutti del passaparola (il modo più semplice per farlo: lavorare bene, soddisfare i clienti) e al tempo stesso creare un volano per acquisire clienti in modo indipendente. In primo luogo c’è il web: un sito web curato e aggiornato è la base, ma puoi lavorare bene anche su Facebook, su Pinterest e su Twitter.

La tua presenza online può raggiungere anche la creazione dei contenuti su un blog aziendale (proprio come questo). A patto che alla base ci siano le risorse per gestire e alimentare questi canali. Meglio essere assente sui social che presentarsi con una pagina Facebook abbandonata e un blog fermo da 12 mesi. Le piattaforme migliori per un fotografo? Sicuramente quelle che hanno un legame stretto con l’universo visual come Pinterest, Youtube e Instagram

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Devi fare rete

E la devi fare subito. Ma cosa significa esattamente fare rete? Parti da questo presupposto: non puoi fare tutto da solo. Non hai il tempo, non hai le competenze, di conseguenza devi delegare alcuni lavori ad altre persone. Bene, fare rete significa che quella persona con la quale collabori diventa un riferimento: diventa un contatto di fiducia.

Tu sei soddisfatto del lavoro e continui a coinvolgerlo, lui offre le migliori prestazioni per darti un risultato degno di questo nome. Ora moltiplica questo ragionamento per ogni persona che entra nel tuo cerchio professionale. Il risultato? Lavori bene, lavori meglio.

Ovviamente non basta solo questo per diventare un buon fotografo. Manca un punto: l’esperienza. Per diventare wedding photographer hai bisogno di tanta gavetta. Ma non dimenticare mai il giusto compenso: svendersi è il primo modo per screditare il proprio lavoro. Sei d’accordo?

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